Intervista Cristina Kristal Rizzo / Rai5

TOCCARE_the White Dance su Rai5


All'interno della puntata di "Visioni" dedicata a Torinodanza Festival, l'intervista alla nostra Cristina Rizzo sulla sua creazione "TOCCARE_the White Dance".

Recensione TOCCARE the White Dance / Cristina Kristal Rizzo / Danza&Danza

Toccare il sé, gli astri e il cembalo


Una serata di danza o un concerto? La magia degli strumenti per deliziare le orecchie o la sensibile presenza dei corpi volteggianti nello spazio per ammaliare gli occhi? Entrambe.

Recensione TOCCARE the White Dance / Cristina Kristal Rizzo / Artribune

Il tempo lento di Cristina Kristal Rizzo


Una riflessione sull'atto del toccare post-lockdown. Un progetto di forte intensità che incoraggia a pensare una danza ormai distaccata dalle forme compositive, coloniali e sovraniste.

Recensione TOCCARE the White Dance | Cristina Kristal Rizzo

Toccare e pesare corpi squilibrati


La danza è curata nei minimi dettagli, talvolta sciolta e rizomatica, si espande nello spazio come a voler trovare la distanza giusta, l'abitare ideale, oscillando tra ieraticità posturale e scomposta scioltezza, tra individualismo e relazione.

Recensione TOCCARE the White Dance | Cristina Kristal Rizzo

Toccare_the White Dance. Pensieri in movimento e armonie archetipiche


The White Dance lascia il senso del toccarsi come sfiorarsi restando sospesi, come un sentirsi reciproco in un’armonia ritrovata e da tempo persa. Rizzo lascia così l’idea di una nuova “poetica del conoscersi”, in un periodo in cui ri-conoscersi è difficile.

Recensione TOCCARE the White Dance | Cristina Kristal Rizzo | PAC

Toccarsi per comprendersi: sul nuovo spettacolo di Cristina Rizzo


Una danza sinuosa che mira a “toccare” la realtà in cui siamo immersi e che comprende in primo luogo il nostro stesso corpo: un’aspirazione alla conoscenza che unisce razionalità e intuizione, tatto e sentimento, in una sorta di concreta meditazione sulle nostre modalità di porci in relazione con quanto è dentro e fuori di noi, per scoprire alfine, forse, che la consistenza vera della realtà è fisicamente inattingibile eppure emozionalmente pervasiva.