Diluvio

concept e coreografia e set design: Nicola Galli
danza: Chiara Ameglio, Rafael Candela, Nicola Galli
ambiente sonoro live: Stefania ALOS Pedretti
dramaturg: Giulia Melandri
frammenti vocali: Roberto Magnani
suggestioni musicali: Simona Diacci Trinity
style research: Miss Tilly
light design: Lucia Ferrero, Nicola Galli
cura e promozione: Margherita Dotta

produzione: TIR Danza, Orbita | Spellbound Centro Nazionale di Produzione della Danza

co-produzione: MilanOltre

con il supporto di: Istituto Italiano di Cultura di Oslo, Dans Sorost-Norge / Bærum Kulturhus, NID Platform, Ambasciata di Norvegia a Roma, Performing Arts Hub Norway

in collaborazione con: Nebula APS

In un tempo segnato da profonde fratture e dalla fragilità dei legami sociali, DILUVIO indaga il naufragio quale condizione del presente, attraversando ciò che resta delle macerie del mondo e invitando a ripensare collettivamente il nostro vivere.

La creazione si ispira al romanzo “Il signore delle mosche” di William Golding e ne mette in scena una libera e critica re-interpretazione traslando la narrazione, il luogo e il tempo originali. I ricordi, gli incubi e le allucinazioni del racconto trovano nuova forza narrativa attraverso un processo di decostruzione e riscrittura scenica che intreccia vocalità, movimento e suono. Il desiderio di salvezza dei giovani naufraghi – manifestato nell’attesa del ritorno e nei tentativi di ripristinare forme di convivenza conosciute – si dissolve, lasciando spazio a una nuova percezione del naufragio: non più fine ma varco per immaginare il futuro, slancio verso inedite modalità di aggregazione e verso la costruzione di spazi di appartenenza in cui scoprire nuove forme di connessione.

In DILUVIO la danza e la musica sprigionano il loro potere lenitivo, lisergico e catartico, diventando territorio di liberazione dei corpi ed esperienza di trasformazione personale e collettiva. Attraversando sonorità, immaginari, tendenze ed estetiche delle controculture techno, trance e alternative rock, la scena si fa spazio fluido e immersivo, assottigliando la distanza tra performer e pubblico e dissolvendo i confini dello spettacolo, fino a trasformarsi in a una discoteca al crepuscolo del mondo. Una pioggia battente e ritmica di luci, suoni, corpi, voci e sudore: un vortice sensoriale nel quale tuffarsi per partecipare ad un rituale di festa collettiva.