Estemporanea
Estemporanea nasce da una ricerca coreutica che prende avvio da una domanda fondamentale: “Come sai che stai danzando?”
Un quesito posto all’autore da uno dei suoi Maestri durante gli anni di formazione e che diventa il detonatore di un percorso di indagine profonda.
Da questa domanda si sviluppa un processo di metamorfosi interrogativa, che attraversa — in modo non cronologico — frasi, intuizioni e insegnamenti che nel tempo hanno trasformato la percezione dell’atto coreutico dell’autore. Dalla radice del suo percorso autoriale e didattico nasce così una dichiarazione poetica che sceglie di mantenere viva la spontaneità e, al contempo, la capacità di continuare a interrogarsi come pratica necessaria all’evoluzione.
La messa in scena si fonda sul linguaggio dell’improvvisazione, integrando anche l’uso del linguaggio fonetico. La struttura è articolata in capitoli — come Inizio, Esercizi, Silenzio, ecc. — che delineano un attraversamento più che una narrazione lineare.
Estemporanea può definirsi la visione dichiarata di un percorso cinetico propedeutico e didattico, che utilizza l’energia della scena per collocarsi sul confine inspiegabile dell’atto creativo e della sua consapevole non sondabilità.
