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  • JUPITER AND BEYOND, 2013-2015

    Concept e regia: Nicola Galli
    Azione e creazione: Alice Bariselli, Alessandra Fabbri, Nicola Galli
    Musica: Goldie, Aram Khachaturian, György Ligeti, Richard Strauss
    Elementi scenici: Andrea Mosca
    Costumi: Elena Massari, Maria Ziosi
    Con il sostegno di: TIR Danza
    Spazio prove: Teatro Julio Cortazar, Spazio Casaglia, The House / TIR Danza
    Hanno preso parte alle fasi di creazione: Andrea Baldassarri, Cristine Sonia Baraga, Elisa Mucchi, Giancarlo Sessa
    Con il contributo del Fondo per la Danza D'autore/Regione Emilia-Romagna 2015/2016

    Jupiter and beyond è il primo episodio della ricerca coreografica di Nicola Galli dedicata al sistema planetario, in particolare al pianeta Giove.

    La creazione, ispirata all'opera cinematografica di Stanley Kubrick 2001: A Space Odyssey conduce una riflessione sul legame antico e indissolubile che unisce l'uomo al tempo e allo spazio, offrendo un paesaggio magnetico e desolato tra silenzio, flussi micropolifonici e armonie classiche. I corpi inscrivono lo spazio tracciando un reticolo di traiettorie che mutano dal quadrato al cerchio, geometrie poste in relazione alla proporzione umana secondo i fondamenti del pensiero vitruviano. Dal buio albeggia una figura umana, incorniciata nello spazio quadrato in cui si muove. Si slancia e cresce nella stabilità di questa geometria, costruita al suolo in misura e proporzione a un principio di ordine terrestre.
    Il movimento angolare e prospettico procede verso una complessità che si sintetizza in una sottile linea verticale proiettata verso l'alto, introducendo tre corpi che disegnano forme curvilinee e sinuose, fluttuando verso una meta celeste: il cerchio.
    Il dualismo e l'ideale concordanza esistente nell'intersezione di queste due polarità, ritmiche e grafiche, avvolgono una scena scura, squadrata e predatrice, dispiegata nella morbida curvatura e nella rotazione.
    Jupiter and beyond si addentra in una metamorfosi delle forme creando in chi vi assiste una percezione distante e lontana, una fascinazione che tende a confrontarsi, secondo canoni coreografici, con l’altrettanto insondabile destino umano.