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  • Delle ultime visioni cutanee - 4 capitli sul paesaggio, 2014

    Concept, coreografia e azione: Nicola Galli
    Elementi scenici: Andrea Mosca
    Costumi: Acne studios
    Produzione: Stereopsis, TIR Danza
    Progetto sviluppato presso l'Institut Culturel Italien de Paris, Hôtel de Galliffet
    Spazio prove: Spazio Casaglia, Stereopsis, Teatro Astoria / TIR Danza
    Un ringraziamento a: Valeria Castellaneta
    Con il contributo del Fondo per la Danza D'autore/Regione Emilia-Romagna 2015/2016
    Creazione selezionata per NID Platform 2015.

    Delle ultime visioni cutanee è l'episodio conclusivo delle precedenti ricerche coreografiche sviluppate da Nicola Galli (prime visioni sottocutanee, O | proiezione dell'architettura ossea e OSSO).
    La performance si basa sulla presentazione di un ambiente installativo, applicando in modo analitico il principio della riproduzione in serra. In tale habitat, la pianta inizia il proprio ciclo vitale, dalla semina nella terra fertile e dalla germogliazione fino all'ottenimento del frutto che diverrà per il seme protezione, nutrimento e veicolo di riproduzione.
    L'azione è articolata in 4 capitoli, a cui corrispondono le rappresentazioni di altrettanti paesaggi: botanico, orografico, etologico, scenico.
    In questo dispositivo al contempo ottico e motorio, corpo e oggetti sono sottoposti a esercizi di manipolazione micro e macroscopica, esposti grazie all'uso di un'illuminazione modulare che esercita un focus su un dettaglio screpolato, sbucciato, spellato o ancora esfoliato, irritato.
    La partitura scenica si sviluppa secondo due principali linee di azione, facendo riferimento ai canoni estetici rinascimentali - pittorici e coreutici - della prospettiva e della metrica lineare. L'esercizio epiteliale al tavolo si alterna così allo spazio e al volume della scena, in una sorta di trasposizione plastica del movimento corporeo.

    CAPITOLO #1
    Della riproduzione dell'ambiente
    La serra simula l'ambiente ideale per il tipo di scena che si intende coltivare e per l'attivazione di un immaginario botanico.
    La riproduzione trova il punto di fuga nell'uovo cosmico, simbolo della Creazione, proiettato otticamente in primo piano.
    La prima serra presenta il paesaggio in cui il corpo si inserisce. Il terreno di preparazione vive di un microclima albeggiante, composto da strutture articolari praticabili e luminose manipolate in armonia con le possibilità motorie degli arti superiori.

    CAPITOLO #2
    Dell'orografia plastica e della morfologia corporea
    La seconda serra introduce all'osservazione delle dinamiche di un territorio dalla superficie modellabile. Il panorama luminoso, rettangolare come uno schermo, si muove definendo un rilievo montuoso. Il piano duttile all'inclinazione e la presenza dell'oggetto sferico indicano la direzione in cui si esplicita la forza di gravità, mentre la geografia corporea si coglie nell'ombra degli arti, disegnando un paesaggio fisico nel perimetro immediatamente prossimo all'epitelio.

    CAPITOLO #3
    Della stratigrafia sedimentaria e del carotaggio
    La terza serra favorisce il distaccamento della sovrapposizione dei piani. L'apprendimento graduale della coordinazione motoria conferisce una qualità etologica al paesaggio generato dal corpo umano in movimento. Viene effettuato un carotaggio fisico, creando un catalogo o campionario per analizzare la stratificazione di tre strutture anatomiche: l'impalcatura endoscheletrica, che dona forma e sostegno; la fibra muscolare, sinergica e attiva, che consente il movimento; l'epitelio, il più superficiale esteso e sensibile, mezzo di comunicazione su cui si depositano i segni del passato.

    CAPITOLO #4
    Delle funzioni analoghe alla scena
    L'articolazione per capitoli si conclude con l'analisi del soggetto performativo presente nel paesaggio. La quarta serra applica un pensiero autoreferenziale all'ambiente in cui il corpo viene osservato nell'esecuzione dell'azione. Sostenuto dal clima sonoro e luminoso, il movimento è orchestrato dalla metrica chiara della Bassadanza, prima forma coreutica cortigiana codificata.
    Il corpo espelle i liquidi attraverso la sudorazione e la lacrimazione. Affaticato, si rifugia nel grembo dello strato montuoso che ha costruito, la cui cima si erge sotto il simbolo da cui tutto nasce. Ora il corpo è inserito e seminato.